App Marketing: Cos’è l’App Store Optimization e perché dovresti utilizzarlo

Anche se la tua applicazione dovesse avere tutte le carte in regola per essere la miglior app del suo settore, se non verrà scaricata, potrai considerarla al pari di un granello di sabbia in una spiaggia. 

Lo so che sembra un concetto banale, ma ti assicuro che la maggior parte degli sviluppatori o marketers, che dal web passano al mobile, pensano che una volta caricata l’applicazione sugli store il gioco sia finito lì. 

E ti dico di più, i passaggi che hai fatto e che in questo momento ti hanno portato zero risultati sono sempre gli stessi.

Non mi credi?

Sei o siete partiti da un’idea originale. Ti sei impegnato nel tentativo di riprodurla quanto più fedelmente possibile. Hai passato notti insonni scrivendo migliaia di righe di codice ritenendo di aver fatto il tuo miglior lavoro.

Alla fine, pensando di aver fatto tutto ciò che era in tuo potere, avrai caricato l’applicazione sugli store. Qui cominci a sperare, incrociare le dita e lanciare sale per strada nella speranza che arrivino dei download. Download che nella maggior parte dei casi non arriveranno mai.

Allora, ci sono andato vicino?

Se sì, non preoccuparti! Il tuo paracadute si chiama App Marketing di cui il primo tassello è rappresentato dall’App Store Optimization.

app store optimization cos'è e perché dovresti cominciare a farlo

Cos’è l’App Store Optimization?

Supponiamo che tu sia in procinto di pubblicare due annunci in cui vendi due Ferrari identiche:

  1. ”Vendesi Ferrari Enzo in ottime condizioni. Monta un motore da 660 cv, capace di oltrepassare i 350 km/h. Mantenuta in ottime condizioni, tagliando sempre effettuato”.
  2. ”Vendesi modello unico di Ferrari Enzo che rappresenta uno dei 400 esemplari disponibili sul mercato, prodotta per i 55 anni di attività della casa di Maranello nel 2002. L’unica, rispetto alla concorrenza, capace di oltrepassare i 350 km/h e raggiungere i 100 km/h in 3.65 secondi”.

A primo impatto, quale sceglieresti?

Io ovviamente sceglierei la seconda. Perché? per un semplice motivo:

la Ferrari del secondo annuncio viene presentata come un modello unico, come se avesse una marcia in più. Quel quid che mi renderebbe una persona differente da tutte le altre.

Alcuni potrebbero dirmi: “Matteo, io preferirei la prima perché ci sono tutti i dettagli tecnici”.

Vero. Ma devi considerare che in un mercatino, come poi effettivamente accade, ci saranno migliaia di annunci uguali a quello. Lì, allora, diventa una roulette russa e viene tutto lasciato alla fortuna di cui parlavo all’inizio.

Ma quindi cosa c’entra la Ferrari con la mia applicazione?

Un’applicazione, oltre al dato di fatto di essere stata ben sviluppata (con un’ottima UX e UI), per emergere ha bisogno di essere presentata come se fosse l’unica a svolgere quelle funzioni. L’unica che, una volta scaricata, possa dare all’utente l’impressione di aver trovato ciò che cercava.

In pratica l’App Store Optimization si occupa di trasformare la tua applicazione in una “Ferrari del settore”.

Tutto qui?

Magari lo fosse!

Cosa non è l’App Store Optimization

Prima di aver creato false aspettative, fammi spiegare cosa non è l’App Store Optimization

La prima cosa da capire è che non si tratta di un metodo assoluto attraverso cui la tua applicazione raggiungerà in qualche ora, settimana o mese, la vetta delle classifiche.

Se dai un’occhiata sul web, infatti, potrai leggere di gente che racconta esperienze fuori da ogni limite: ”il numero di download della mia applicazione è aumentato vertiginosamente nel momento in cui ho invertito alcune parole del titolo”.

O ancora: ”cambiando il font del testo sono riuscito ad aumentare il numero di recensioni e il traffico della mia app”.

Niente di più sbagliato e ti prego di non cadere in questa trappola mortale.

Alcune di quelle storie sono effettivamente degli eventi realmente accaduti. Ma sono solo eventi unici, nella maggior parte dei casi si tratta di test ben studiati o di quel pizzico di fortuna nell’aver indovinato il giusto ingranaggio da toccare.

Noi effettivamente vedremo che l’App Store Optimization opera nella modifica di queste proprietà. Ma non possiamo banalizzare l’App Store Optimization a questo. Se fosse così, tutte le applicazione presenti oggi sul mercato totalizzerebbero numeri esorbitanti e, purtroppo, sappiamo benissimo che non è così.

Oggi le grandi aziende riescono a lanciare applicazioni di successo sfruttando pubblicità sui social, influencer, tecniche di retention e altre operazioni complesse messe in atto ancor prima dello sviluppo dell’app. Operazione che, come puoi ben immaginare, vanno oltre la scelta di colori, font e quant’altro.

Quindi, quello che un tempo era App Store Optimization, inteso come cambio di parametri per ottenere un aumento di posizioni in classifica, oggi è rilegato ad una piccola parte dell’ormai sempre più presente App Marketing.

Vista così sono un’infinità di cose ed ovviamente lo sono.

Tu partendo dalle basi non puoi che cominciare da quello che gli App Marketers danno per assodato: l’App Store Optimization.

Cos’è l’App Store Optimization?

L’App Store Optimization (ASO) comprende una serie di strategie che, se seguite correttamente, ti aiuteranno ad incrementare la visibilità della tua applicazione all’interno dell’App Store e del Play Store.

Ma in che modo aumenta la visibilità della mia app?

Lo fa attraverso un insieme di strategie che vengono suddivise in due fasi:

  1. Strategie di pre lancio. Cioè prima che l’app vada a finire sugli store (“mi stai dicendo che c’è qualcosa da fare? Eh sì, più di qualcosa!”)
  2. Strategie di post lancio. Ovviamente c’è da lavorare anche dopo che l’app è stata pubblicata, in maniera tale da non sprecare quanto di buono hai fatto fino a questo momento.

Entrambe operano attraverso approcci e metodi differenti. Ma di queste ne parleremo meglio nel paragrafo successivo.

Nella sua forma base, l‘App Store Optimization si occupa della valutazione dei risultati scaturiti dalla modifica dei parametri  presenti in fase di upload dell’applicazione sull’App Store e Play Store.

Tra questi figurano: nome dell’applicazione, logo, keywords, descrizione, immagini, video, sottotitolo, testo promozionale.

Ognuno di questi parametri se curato in un determinato modo ti permette di ottenere un incremento del traffico verso la tua applicazione.

Lo ribadisco! Il corretto inserimento di questi campi rappresenta soltanto il primo step dell’App Store Optimization.

Se fin qui ci sei, in caso scrivimi un commento in fondo alla pagina, partiamo dall’analizzarli uno per uno.

Nome applicazione

Il nome, insieme al logo, rappresenta il primo punto di contatto tra la tua applicazione e l’utente.

Sebbene alcuni siti che parlano di App Store Optimization consiglino di utilizzare le keyword all’interno del titolo, noi siamo per la via ibrida che unisce il tecnicismo ad una buona dose di creatività.

Che vuol dire?

Prendiamo per esempio Whatsapp. La parola così com’è non rievoca un servizio di messaggistica instantanea. Però se al “Whatsappaggiungiamo la parola “Messenger” tutto prende forma.

Così facendo siamo riusciti nel nostro intento. Abbiamo utilizzato un parola creativa insieme ad una parola tecnica che ha un significato ben specifico. Grazie a quest’unione, una persona che non dovesse conoscere Whatsapp capirebbe comunque che fa parte delle app di messaggistica.

Da un punto di vista sociologico, utilizzare un nome di fantasia, permette di imprimere (Imprinting), con più forza il tuo prodotto nella mente degli utilizzatori. La tua app non sarà più un semplice “Messenger” ma “Whatsapp” creando un netto distacco dalle app della concorrenza.

nome-applicazione-app-store-optimization

Logo

Il logo corre di pari passo con il nome. Forse e dico forse, ha un impatto leggermente inferiore al nome ma dipende da caso a caso e qui realmente non c’è una regola ben specifica da seguire.

Sara, in questo articolo, ha scritto alcune regole che dovrebbero essere seguito per la realizzazione di un logo in linea con il contenuto dell’applicazione.

Più che regole di app marketing qui si trattano di regole e stili di design.

L’occhio vuole la sua parte e rappresenta un buon 50% della scelta che compierà l’utente quando vedrà la tua app all’interno dello store: “scarico o non scarico?”

Se fai attenzione non ho messo questi due punti in ordine casuale.

Nome e logo sono la prima cosa che guarda un utente che cerca dentro l’App Store o il Play Store. Quindi, nome e logo devono essere come dei magneti agli occhi degli utenti.

Se fallisci questi primi due punti, puoi tranquillamente evitare di leggere tutto il resto.

Prenditi il giusto tempo per fare le tue valutazioni riguardo al nome. E quando parlo di “tue valutazioni” ovviamente parlo di eseguire dei sondaggi e di affidarti a degli esperti prima che l’app vada sul mercato (fase di pre lancio).

Posso far vedere la mia app prima? Sì tranquillo, nessuno te la ruba!

Keywords

Qui viene una delle parti più interessanti dell’App Store Optimization.

Le keyword sono parole chiave che sintetizzano le funzionalità e la categoria della tua applicazione. Grazie alle keyword la tua app potrà essere indicizzata e quindi apparire all’interno dei motori di ricerca.

Per dirla in maniera ancor più semplice, e più in linea con le regole dell’App Marketing, le keyword rappresentano le parole che un utente utilizza quando fa una ricerca all’interno dello store.

Da qui ne deriva che la posizione della tua applicazione, all’interno dello store generale, sarà frutto del traffico (numero di download) che genererà ogni singola keywords.

Posizione in classifica significa maggior numero di downloads e quindi, tra tutti i campi presi in esame dall’ASOApp Store Optimization, le keyword ricoprono un ruolo di maggior rilievo.

esempio-keywords-app-store-optimization

Come si scelgono correttamente?

Immagina di aver creato un’app per l’affito di case vacanza in montagna per le persone che voglio rilassarsi in mezzo alla natura. 

La prima cosa da capire è:

  1. A chi è rivolta la tua applicazione?
  2. Quale problema risolve?
  3. Cosa cercano gli utenti per trovare app simili?

Le prime due domande sono le più importanti. La nostra applicazione d’esempio:

  1. È rivolta ai viaggiatori. Ma non a tutti. Solamente quelli interessati a trascorrere delle “vacanze” in luogo specifco, la “montagna”, ed in più in pieno “relax” ed immersi nella “natura”.
  2. Quindi il problema che risolve è molto specifico, non è un’app di soli affitti, ma un qualcosa che va a prendere una nicchia ben definita. 

Spero sia chiaro questo meccanismo.

Adesso dobbiamo chiederci come gli utenti potrebbero trovare la nostra app e come noi vogliamo farci trovare.

Qui è la parte più difficile.

Molti pensano che generalizzare le keywords sia il modo migliore per ottenere maggiori risultati. Cioè, mettono come keywords “vacanze” e “case” ed “affitto” e così immaginano di prendere due piccioni con una fava (dato che chi cerca case vacanze in montagna in realtà sta cercando case in affito).

Facendo così finirai solamente per uccidere la tua applicazione. 

Perché?

Più generalizzi le keywords più è alta la probabile di entrare in concorrenza con le applicazioni del settore ma che, paradossoalmente, non centrano nulla con l’obiettivo della tua applicazione.

La posizione delle applicazioni ovviamente non sarà casuale, bensì sarà frutto del traffico che ruoterà intorno ad esse: più sarà elevato e più l’applicazione verrà posizionata in alto. Di conseguenza, più app ci sono e più download ci vorranno per salire in alto.

Cosa bisogna fare allora?

Devi entrare nello specifico usando keywords, sicuramente meno trafficate, ma in linea con l’obiettivo della tua applicazione. Ed in più, qui viene la cosa interessante, nessuno ti vieta di utilizzare anche le keywords trafficate. 

L’importante è che ci siano quelle specifiche (nel nostro caso “montagna”, “relax”, “natura”).

Se da un lato otterrai meno downloads, dall’altro lato avrai la certezza che gli utenti sono arrivati a te perché hanno cercato ciò che gli serviva (case vacanze in montagna). E questo si traduce in una maggiore User retention, in un tasso di abbandono minore ed in un Imprinting maggiore.

keywords App Store optimization

Come puoi notare dallo screen, il nostro cliente iSpazio.net, ha utilizzato delle keywords specifiche (apple,notizie,news) ed in quelle compare in ottime posizioni. Mentre in quelle più traffice fa più fatica in quanto competono tutte le app di notizie. L’app è ovviamente indicizzata per le apple news e quindi abbiamo targhettizzato l’app verso quelle keywords.

Apple Store e Play Store

Una piccola nota riguardo l’inserimento delle keywords nei due marketplace.

  1. Su iOS:
    1. Le keywords vanno inserite in uno spazio apposito. Lì devi inserire parole singole divise da una virgola e senza spazi. Usa il singolare e non il plurale. Esempio: “casa,vacanza,montagna,relax,affito” etc.
    2. Inserisci le keyword anche all’interno della descrizione. Anche se hanno un peso minore.
  2. Play Store:
    1. Le keywords devono essere inserite all’interno della descrizione dell’app. Quindi qui devi far ben trasparire, agli occhi del motore di ricerca, che la tua app risolve un determinato problema per una determinata categoria di persone.

Consigli

Nel momento in cui ti ritrovi a pensare a quali keyword vorresti inserire per la tua applicazione, potresti scegliere due strade differenti.

La prima è quella di affidarsi ad uno dei tanti software presenti online (appannie.com), dove sarà possibile fare una ricerca delle parole chiave che ti interessano e osservare che tipo di traffico ruota intorno ad esse.

La seconda soluzione, invece, è quella di effettuare varie prove individualmente, seguendo questo semplice schema:

  1. Il primo passo consiste nello svolgere una ricerca tra le varie applicazioni rivali e osservare che tipo di keyword hanno utilizzato.
  2. Successivamente dovrai fare una selezione delle parole chiave che consideri maggiormente pertinenti e inserirle negli spazi appositi previsti per la tua app.
  3. Nel momento in cui avvii la fase di selezione, scegli in che modo vuoi agire: la scelta delle keyword è un passaggio delicato. Se non riesci a trovare una soluzione, prova ad inserire keyword più trafficate e parole con meno traffico.
  4. Svolgi una ricerca approfondita e duratura, cercando di utilizzare sinonimi nel caso la keyword che vorresti inserire è troppo o poco trafficata.
  5. Inserisci sempre una keyword nel titolo dell’applicazione, evitando di utilizzare tutti i caratteri previsti dagli store. Come detto sopra, nel campo di testo del titolo, non utilizzare soltanto keyword ma abbina alle parole chiave un nome creativo e originale (il nome dell’app).
  6. Inserisci le keyword nei campi soggetti ad indicizzazione (su iOS, ricordati di non mettere spazi etc)
  7. Aspetta circa due settimane per verificare eventuali variazioni in termini di visibilità, ranking e tasso di conversione. I risultati ottenuti prima di questo periodo considerali come irrilevabili dato che l’App Store, ad esempio, fornirà una spinta per i primi 7/10 giorni nel tentativo di far aumentare il ranking della tua applicazione.
  8. Se non dovessi ottenere risultati soddisfacenti continua a fare delle prove fin quando non troverai il giusto equilibrio. Con lavoro e dedizione i risultati arriveranno.

Descrizione

Uno spazio dove potrai raccontare di più sul tuo lavoro, quale problema vuoi risolvere con la tua applicazione e perchè gli utenti dovrebbero scaricarla.

Utilizzare tutti o quasi i caratteri concessi dai marketplace può essere un buon modo per coinvolgere gli utenti che si interessano alla tua applicazione o a coloro che sono indecisi.

In più, dal punto di vista dei motori di ricerca, più testo (di qualità) è sinonimo di un’app ben curata.

Tieni conto, però, che saranno solo le prime righe quelle che gli utenti vedranno in anteprima: fai in modo che queste siano quelle più coinvolgenti e ricche di contenuto. 

Ricordati il discorso della ferrari, la tua app deve essere rappresentata come unica:

  1. Usa la prima persona quando descrivi la tua app. Infatti, dare del tu (come facciamo su xCoding) rompe la barriera delle distanze ed è il punto di partenza per instaurare un rapporto con l’utente.
  2. Partire con una domanda retorica può aiutarti ad aumentare il coinvolgimento.
  3. Lascia spazi tra i paragrafi.
  4. Ogni 2 o 3 righe vai a capo.
  5. Usa le liste per descrivere le funzionalità della tua app.
  6. Crea dei capitoli per organizzare meglio i contenuti (una parola o frase in maiuscolo che fa da titolo e poi vai a capo).

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Sottotitolo e Testo promozionale

Il sottotitolo è un brevissimo campo di testo dove dovrai sintetizzare in pochi caratteri qual’è l’obiettivo della tua app.

  1. Puoi usare la formula delle 3 parole che fa da motto alla tua app. Esempio Shazam usa: Discore music, video & lyrics 
  2. Oppure un frase breve che spiega l’obiettivo dell’app. Esempio Google Assistant: Your own personal Google

L’App Store ha un campo in più che è testo promozionale:  Si tratta di uno spazio di 170 caratteri che appare accanto la descrizione, attraverso cui è possibile fornire informazioni su promozioni, nuove funzionalità e varie notizie. Inoltre è uno spazio modificabile in qualsiasi momento.

Le recensioni

Oggi la vera vetrina di un’applicazione, come per lo shop online, è rappresentata dalle recensioni.

La quarta cosa vista da un utente dopo logo, nome e le immagini sono le recensioni.  Avere buone recensioni, costanti e dettagliate è sinonimo di qualità e di autorevolezza.

C’è un modo per aumentarle?

Si e si chiama rispetto dei propri utenti.

Le recensioni non si chiedono a caso, non si offrono in cambio di benefit e sopratutto non si comprano. L’unico modo per ottenere un buon numero di recensioni positive è quello di chiederle agli utenti fidelizzati.

Come?

Nel caso della nostra app di iSpazio abbiamo totalizzato più di 5.600 recensioni con una media di 4.7 stelle (il massimo su iOS è 5) con un metodo semplicissimo.

Dopo il terzo utilizzo dell’app, cioè la terza apertura (che non parte dal background), viene presentato agli utenti  un alert che chiedi all’utente cosa ne pensa dell’applicazione e se vorrebbe lasciarci una recensione.

Se l’utente clicca sul “SI” allora lo rimandiamo all’App Store (su iOS presentiamo il box in app disponibile dalla versione di iOS 10.3) se invece clicca su “NO” gli chiediamo di scriverci tramite email.

recensioni app store optimization app marketing

È un metodo semplicissimo e che sicuramente avrai già visto o utilizzi. L’unica cosa da notare è che non chiediamo di lasciare una recensione a tutti, ma solo agli utenti che la utilizzano. Ed in più chi vuole darci un feedback negativo lo rimandiamo ad un email sender.  Con il risultato d’avere, per la maggior parte dei casi, solo feedback positivi.

Screenshots e Video

Tra gli elementi di cui si occupa l’App Store Optimization non abbiamo citato però screenshot e video.

Ad oggi non esistono vere e proprie strategie di ottimizzazione, in quanto la scelta di video e screenshot fa parte delle logiche di User Interface e degli stili grafici della categoria di cui farà parte la tua applicazione.

Tuttavia potrebbe risultarti utile seguire queste dritte dato che screenshot e video costituiscono la vetrina della nostra applicazione in quanto continuano a far parte del mondo dell’App Store Optimization:

  1. Se la tua è un’app di servizi, racconta con un massimo di due frasi le funzionalità dell’app per ogni screen
  2. Crea movimento tra i vari screen.
  3. Non lasciare gli screenshot così per come li hai generati. Mettili all’interno di un layer che rappresenta il dispositivo. Questo darà all’utente una sensazione di utilizzo reale della tua app.
  4. Usa le tonalità di colori del logo.
Screenshot App Store Optimization

Immagina fortina da storemaven

Nel momento in cui sei procinto di caricare i video, su iOS, prendi in considerazione che il primo video verrà riprodotto automaticamente senza volume. Spesso gli utenti si fermano a questo video senza procedere ai successivi, quindi dedica particolare attenzione alla scelta del primo video che comparirà in anteprima.

Dimenticavo, fai in modo che il video nei primi 3 secondi trasmetta la caratteristica principale della tua applicazione. Altrimenti, evita di metterlo.

Le statistiche che devi conoscere

Dato che le cose che ti ho raccontato potrebbero sembrarti molta fuffa. Ti lascio alcune statistiche rilevanti che potrebbero farti comprendere l’importanza del curare i detagli dell’App Store Optimization:

  1. Il processo decisionale che porta l’utente ad installare o ad uscire dura in media tra i 3-6 secondi. Chi vuole saperne di più si trattiene fino ad un massimo di 12-35 secondi.
  2. Il video di presentazione può amentare del 23% l’Install Rate della tua applicazione
  3. Il 60% dei visitatori non scrolla la pagina dello store se non ha avuto una buona impressione (per questo ti dicevo di puntare moltissimo su Icona, Nome e Sottotitolo).
  4. Solamente il 50% degli utenti decide di scaricare in base alla prima impressione.
  5. Quando usi il video solamente il 28% degli utenti analizza il secondo slot (generalmente è un’immagine).
  6. Ogni 5 secondi di video il 10% degli utenti abbandona la riproduzione.
  7. Su Android solamente il 5% degli utenti espande la descrizione contro il 2% di Apple (per questo devi essere convincente).

Ad ogni modo, quello di cui abbiamo discusso fino a questo momento, costituisce solamente il primo passo per mettere in pratica una buona strategia di App Store Optimization.

Ora viene il bello. Cioè quello che devi aggiungere se vuoi far in modo che il tuo ASO valga qualcosa.

Il prima e dopo l’App Store Optimization

Ti è mai capitato di lanciare un’applicazione ed avere buoni risultati in un primo momento per poi registrare un netto calo? E lo stesso anche se hai eseguito correttamente tutte le tecniche di App Store Optimization?

Tranquillo, è un problema ricorrente!

Proprio per questo l’App Marketing cerca di fornire delle soluzioni al problema, ponendosi come obiettivo la costanza nei risultati.

Secondo alcune statistiche, è stato notato che un’applicazione riesce a mantenere dei risultati mediamente costanti durante la fascia di periodo che si estende fino ai 14 giorni successivi la sua pubblicazione. Dopo questo lasso di tempo, vi è una fase di flessione se non si adottano delle strategie di ottimizzazione e di User Retention.

Ma perché avviene ciò?

Spesso potrebbe avvenire per una mancanza di pianificazione.

Cioè ti sei preoccupati dei dettagli intrinsechi dell’App stessa quindi User Interface, User Experience ed App Store Optimization ma hai tralasciato i concetti di Market Analytics ed App Analytics (User Retention e User Fidelity etc).

Vediamo adesso alcuni consigli e alcune strategie che potrebbero aiutarti nel mantenere la tua app sempre sul pezzo.

Analisi di mercato

Possiamo parlare di analisi di mercato o fase di monitoraggio per identificare una prima fase di studio degli store e in particolare delle app concorrenti.

Già l’ho detto ma lo ripeto. Osservare ogni sfacettatura delle altre applicazioni potrebbe risultarti utile per identificare i loro punti di forza e debolezza.

Segnali in foglio o in un execel e crea una matrice, nelle righe metterai le app e nelle colonne i parametri da analizzare. Tra i parametri inserisci:

  1. User Interface
  2. User Experience
  3. Velocità d’apertura
  4. Consumo dati
  5. Peso dell’app
  6. Le possibili keywords che utilizza
  7. La posizione in classifica per la tua keywords principale
  8. Numero di recensioni
  9. Valore recensioni

Per ogni parametro dai un punteggio da 0 a 10 (quelli che puoi calcolare). Poi segna, in una tabella a parte, le cose che hanno colpito te e gli utenti (leggi le recensioni) positivamente e negativamente. 

Calcola il totale, prendi la prima in classifica e definisci la tua linea di attacco. Cioè immagina cosa potrebbe avere in più o in meno la tua app nei vari punti.

A questo punto ti renderai conto che la tua app dovrà avere mille cose per poter spodestare la prima. 

Come fare?

Prendi solamente la caratteristica chiave e rendila migliore delle altre.

Questo ti aiuterà a spingere il tuo prodotto velocemente e con altissimi risultati. Per farti capire al volo. Se dovessi lanciare un nuovo Facebook non punterei ad implementare tutte le sue funzionalità bensì solamente le principali ma fatte meglio (cioè profilo ed interazione tra amici).

Le altre features le implementerai man mano in base ai feedback che riceverai (aumentando così la User Retention).

In più, definire il tuo punto di forza ti aiuterà nelle fasi di sponsorizzazione e nell’attacco ai competitor. Esempio: “Hai il feed inondato da schifezze? Su NomeApp questo non accadrà mai bla bla bla”.

In pratica, studiare prima di sviluppare l’app è il primo modo per capire se il tuo progetto ha delle potenzialità nel lungo periodo.

Ovviamente questo non è un processo che deve avvenire solo in fase di pre-lancio ma è un continuo osservare che dovrai protrarre per tutto l’arco di vita della tua app.

Prima del lancio

Qualche tempo prima della data di pubblicazione della tua applicazione, procedi con la creazione di un canale di comunicazione. Può essere una pagina facebook, instagram, blog (sceglilo in base ai possibili utenti).

Puoi già cominciare a parlare del tuo progetto e a cercare persone interessate. Nessuno e dico nessuno, ti ruberà l’idea (smetti di pensarlo).

Se entrano in contatto con te prima ancora di aver scaricato l’app è probabile che siano veramente interessate al progetto.

Questi santi utenti puoi utilizzarli per testare il tuo prodotto in versione demo. I feedback che riceverai dovrai ascoltali tutti e tutti li dovrai prendere in considerazione come oro colato. 

L’errore che fanno gli sviluppatori e software house in generale è quello di innamorarsi talmente tanto del proprio prodotto da non trovarne lacune e debolezze.

I tuoi utenti Beta dovranno essere la tua guida. Saranno loro che utilizeranno l’app e se ci pensi sono loro le persone per cui hai creato la tua app. Quindi non c’è nessuno migliore di loro che potrà consigliarti su ciò che va bene oppure no.

Fidelizzare gli utenti

Una volta portati gli utenti dentro l’app, la cosa più difficile è creare un interesse e partecipazione duratura nel tempo.

Ti diranno che, in media, il 70% degli utenti abbandonerà l’app nelle prime 4/6 settimane. Questo è assolutamente fisiologico e non deve essere la tua fonte principale di preoccupazione.

Il tuo obiettivo dovrà essere quello di mantenere attivi quel 30% degli utenti. Perché? solamente questi saranno quelli interessati, disposti a spendere e ad interagire.

Come faccio a mantenerli sempre attivi?

Diversi approcci:

  1. In base alla tua app, potresti creare un gruppo in cui gli utenti potranno entrare in contatto.
    Esempio: La tua app è un ricettario di alcolici che le persone possono preparare a casa. Proponi ai tuoi utenti di entrare nel gruppo (facebook, telegram, WA) in cui troveranno le ricette e vari consigli…
  2. Utilizza le notifiche, locali o push che siano. In base agli stati dei tuoi utenti (se sono inattivi o attivi) manda diversi messaggi.
  3. In base al tipo di app, fatti lasciare le email per potergli mandare informazioni su quel canale.
  4. Infine, inutile sottolineare che la prerogativa dei punti sopra deve essere il rilascio costante di aggiornamenti.

La fase cosa più importante, quindi, è quella di creare community intorno al tuo progetto.

Ovviamente non a tutte le app si può applicare questa strategia, ma nella maggior parte ci sono larghi margini di movimento.

In più, c’è da dire che l’interazione non deve per forza essere solo tra utenti ed utenti ma può essere anche tra sviluppatore ed utenti.

Il modo più semplice è quello della richiesta di feedback e suggerimenti. Ascolta e rispondi sempre (sopratutto all’inizio) a tutte le richieste e recensioni.

Piccola chicca: premia gli utenti che si sono dimostrati attivi fornendogli l’accesso esclusivo a parti dell’app a pagamento o invitandoli personalmente a testare nuove funzionalità.

Advertising e Remarketing

Pian piano anche i migliori se ne andranno e dovrai portare nuovi utenti all’interno della tua app.

Facebook, Instagram, Musicaly, Youtube sono le piattaforme in cui gli utenti vivono. Gli Store sono i loro negozi.

Puoi attirare persone da entrambi i canali. Ricordati di differenziare il tipo di comunicazione in base al pubblico a cui fa riferimento il tuo progetto e soprattutto in base alla piattaforma.

Su Instagram oggi si trovano dai 17 ai 25, su Musicaly i più giovani e su Facebook ormai va per gli over 24. Youtube è un po’ un testo a parte come lo è Google che necessitano di analisi ad hoc.

Piccolo consiglio per quanto riguarda facebook/instagram:

Crea l’app della tua app (so che suona strano) all’interno di facebook. Installa l’SDK nel tuo progetto e attiva l’analytics. Quando fai partire una campagna sulle loro piattaforme potrai monitorare le installazioni che vengono dalle varie ADS.

In più potrai sfruttare il pubblico generato dall’app di FB per creare campagne di remarketing (aggiornare gli utenti di un update, riportare gli inattivi dentro l’app etc).

Conclusione

In conclusione, credo sia necessario dire che quello di cui abbiamo parlato in questo articolo costituisce soltanto la base di un percorso immenso che ti porterà a padroneggiare l’App Store Optimization e più in generale l’App Marketing.

L’App Store Optimization e l’App Marketing è un processo molto complesso e ricco di contenuti che richiede acquisizione di nozioni continue e sempre aggiornate.

Col tempo inizierai a far pratica su ogni singolo aspetto dell’App Store Optimization e sarà proprio in quel momento che dovrai utilizzare tutto ciò che hai imparato per far spiccare la tua applicazione in mezzo a tutte le altre presenti.

Sono certo che i risultati arriveranno. Abbi fede, fai test continui e non demoralizzarti.

Buon App Marketing!

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