Clash of Clans, Il gioco con più spesa in app su iOS | Case Study

Come ha fatto Clash of Clans a diventare il gioco con più spesa in app? 😱

Se nello scorso case study ho parlato del gioco più scaricato di sempre su Google Play, oggi vorrei cambiare un po’ e scoprire qualcosa di più su ciò che ruota intorno all’App Store ed ai guadagni generati.

Infatti, in questo case study, parlerò di Clash of Clans, il gioco con più acquisti in app di sempre su iOS.

Prima di addentrarci però, inizio facendo qualche numero sulla categoria ”giochi” dell’App Store.

Si tratta di una branca che nel corso degli anni sta conoscendo una crescita notevole e progressiva: basti pensare che nel 2012, su 1 milione di app presenti su App Store, soltanto il 16% faceva parte della categoria giochi. Oggi invece su 4,5 milioni di app presenti il 23% rientra nella categoria giochi.

Tuttavia però, maggiore crescita implica anche aumento della concorrenza e quindi diviene necessario sviluppare e lanciare qualcosa di innovativo e vincente: e sembra proprio che Clash of Clans abbia tutte le carte in regola.

Ancora una volta prendo spunto dal report di AppAnnie che ci fornisce un altro interessante report in cui elenca le 10 app con più spesa da parte degli utenti su iOS.

Fonte AppAnnie.com

Ma adesso è arrivato il momento di conoscere meglio il gioco che occupa il gradino più alto del podio: Clash of Clans!

Case Study Clash of Clans

Se Subway Surfers l’ho definito come una sorpresa inaspettata, non posso dire lo stesso di Clash of Clans.

Tutti, dai più giovani ai più anziani dotati di smartphone, abbiamo provato o abbiamo sentito parlare di Clash of Clans. É stato e continua ad essere uno dei giochi più scaricati e di tendenza degli store (iOS e Android).

E non potevamo lasciarlo lì senza eseguire un’attenta analisi del perché di tanto successo.

Un po’ di storia

Clash of Clans è stato sviluppato da Supercell, azienda finlandese fondata da Ilkka Paananen nel 2010 che vanta diversi titoli noti tra cui, oltre Clash of Clans, Hay Day, Boom Beach e Clash Royale, che secondo la rivista Forbes, hanno fruttato oltre 3 milioni di dollari al giorno.

Prima di arrivare al successo, però, hanno dovuto affrontare diversi ostacoli non indifferenti: primo fra tutti quello relativo al fallimento del loro primo gioco sviluppato per pc.

Sto parlando di Gunshine.net, rimosso da Supercell dopo appena un anno e mezzo.

I motivi della rimozione derivavano da uno scarso successo e fu questo che portò gli sviluppatori a concentrarsi su giochi mobile e riflettere sugli errori commessi per ripartire al meglio.

Da qui l’idea di sviluppare Clash of Clans, pubblicato su iOS nell’Agosto 2012 e sin da subito riesce a diffondere efficacemente il proprio marchio.

A meno di un anno dalla pubblicazione, su iOS risulta il quinto gioco più scaricato con circa 100 milioni di download.

Mentre lo troviamo al terzo posto per spesa in app su Google Play, arrivando a fatturare tra gli 800 milioni e 1 miliardo.

Nel 2015 l’azienda, consapevole dell’enorme seguito, ha indetto la prima conferenza a tema tenuta ad Helsinki, in cui vennero svelati i contenuti e le modifiche dell’aggiornamento che avrebbero poi pubblicato nel Dicembre dello stesso anno.

Ma, se questa è la sua storia, adesso andiamo a scoprire la trama di gioco e le sue funzionalità!

 

Il gioco

L’obiettivo del gioco è quello di costruire e potenziare quanto più possibile il proprio villaggio per poi arruolare nuove truppe che serviranno per attaccare i villaggi degli altri giocatori. Durante il gioco bisognerà completare varie missioni e acculumare trofei.

Si tratta di un gioco che si utilizza con lo smartphone in posizione orizzontale. Secondo varie analisi, la maggioranza degli utenti preferisce giocare in questa modalità quando si tratta di giochi non casual.

Il punto di forza di Clash of Clans è il PvP (player vs player) ed il Clan.

L’utente, infatti, potrà competere contro un altro giocatore nel tentativo di assediare e depredare il villaggio o potrà fondare/unirsi ad un clan, il quale può comprendere fino ad un massimo di 50 giocatori.

La struttura dei clan è di tipo gerarchico: una parte di giocatori potrà ricoprire le varie cariche presenti che conferiscono differenti privileggi e mansioni.

Per ciò che riguarda il villaggio, prima di ogni costruzione è necessario essere in possesso delle risorse: oro, elisir e elisir nero saranno fondamentali anche per potenziare le costruzioni già esistenti, aumentandone la vita complessiva e di conseguenza la resistenza nel momento in cui i nemici attaccano il villaggio.

Il tipo di costruzione da effettuare segue una logica ben definita, in quanto ognuna di queste garantisce vantaggi differenti.

Se la crescita del proprio villaggio è uno dei pilastri del gioco, la creazione delle truppe lo è allo stesso modo. Attraverso le truppe ogni giocatore potrà attaccare altri giocatori e difendere la sua base.

clash of clans case study app marketing

Per ciò che riguarda la creazione di un esercito, Clash of Clans offre una buona varietà di scelta, permettendo così di adeguare le truppe in base alle preferenze dell’utente.

Il gioco inoltre prevede una serie di eventi organizzati in prossimità di determinate occasioni, come ad esempio le festività natalizie, in cui vengono messi in palio incantesimi o truppe speciali ottenibili per un periodo limitato portando a termine alcuni obiettivi.

Ciò che rende unico questi eventi è la possibilità di parteciparvi sia da parte dei clan che dai singoli. Pur essendo simili gli obiettivi, la differenza risiede nel tipo di premio che viene messo in palio.

Come è possibile notare, Supercell dedica molta attenzione allo sviluppo e al miglioramento dei clan: non a caso, ogni mese vengono messe in palio un certo numero di gemme che verranno assegnate ai migliori clan al mondo.

Numeri e statistiche

Dopo aver parlato un po’ della storia di Clash of Clans, adesso iniziamo a conoscere i dettagli e i numeri totalizzati da questo gioco!

  • Attualmente in Italia è al 50esimo posto nella categoria ”Giochi”. Non si discosta di molto il piazzamento nei maggiori paesi (Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito, etc…)
  • Mediamente il piazzamento nella classifica generale, che racchiude tutte le categorie, oscilla tra il 130esimo e il 180esimo posto.
  • Nei maggiori paesi si piazza nelle prime cinque posizioni all’interno della categoria ”Giochi/Strategia”.
  • La valutazione totale del gioco (4.5/5) è basata su oltre 2 milioni e mezzo di voti
  • Ha raggiunto 500 milioni di dollari di acquisti in app in 13 mesi
  • Nel 2015 una società cinese ha acquisito una quota azionaria di Supercell per espandere il brand di Clash of Clans in Cina
  • Quasi la metà della spesa effettuata su Clash of Clans deriva dagli acquisti effettuati dai 10 migliori giocatori al mondo (Pazzesco, eh?)
  • Attualmente Clash of Clans conta oltre 30 milioni di utenti attivi
  • In un primo momento il gioco faticava a ingranare in Giappone. Da qui l’idea di unirsi a Gung Ho, sviluppatore di Puzzle and Dragons, facendo balzare il gioco dalla 98esima all’11esima posizione in classifica su iOS
  • Nel mese di Settembre 2018 ha generato 41 milioni di dollari di introiti derivati da acquisti in app
  • Supercell ha stanziato circa un milione di dollari al giorno per le campagne marketing dei suoi giochi
  • Gli sviluppatori hanno utilizzato un metodo chiamato ”dogfooding” per scovare i problemi della loro app. Semplicemente hanno dedicato centinaia di ore a giocare a Clash of Clans, attuando così una strategia diretta di analisi a basso costo
  • Il 23% degli utenti che utilizzano Clash of Clans andranno a scaricare un’altra app appartenente alla stessa categoria (Giochi/Strategia)

Approfondendo la parte relativa agli interessi di coloro che scaricano Clash of Clans, possiamo notare che, a parte il 23% che si mantiene all’interno della stessa categoria, il resto degli utenti si interessa alle seguenti categorie:

  • 14% in Tools
  • 7% in Social
  • 6% in Comunicazione

Dalla scoperta al download

Ma, se nel case study di Subway Surfers abbiamo visto che quasi tutti gli utenti entravano all’interno degli Store già informati e decisi e scaricare Subway Surfers, come si comportano nei confronti di Clash of Clans?

Fonte Similarweb.com

In questo caso andare ad analizzare il modo attraverso cui gli utenti trovano Clash of Clans è molto interessante e curioso.

Infatti, a differenza di Subway Surfers in cui il 94% cercava direttamente il titolo del gioco, qui il discorso cambia, proprio perché ”solo” il 44,7% cerca all’interno degli Store direttamente il titolo ”Clash of Clans”.

Il dato forse più sorprendente è il 52,2% che trova e scarica il gioco tramite le referrals.

Ma cosa si intende con referrals e come funziona?

Si tratta di un principio attraverso cui una pagina contenente un link rimanda alla pagina/sito web/app che si vuole sponsorizzare, nel tentativo di generare traffico verso di essa ed, in alcuni casi, guadagnare.

In primis c’è da dire che Supercell non ha un piano di affiliazione. Quindi, per referrals, si intendono tutte quelle campagne di “sponsorizzazione”, avviate da terzi, non obbligatoriamente pagate da Supercell (youtubers, tv, etc).

Il fatto d’essere diventato un gioco competitivo, dove i giocatori si sfidano per entrare nella top list, ha permesso a Supercell di raggiungere velocemente tantissime persone. Basti pensare ai tantissimi pro player, come Galadon (1.6 milioni di iscritti), che hanno creato canali interamente dedicati a Clash of Clans.

Strategia o frutto di circostanze?

Tutto pianificiato nei minimi dettagli.

Clash of Clans è un gioco destinato ad un pubblico giovane, il quale segue con molto interesse youtubers e social in generale. Se uniamo scelta del pubblico, User Interface/Experience in linea con esso e l’aver inserito dinamiche di PvP e CvC capiamo immediatamente come i risultati di Supercell siano il frutto di un lavoro meticoloso (sotto ho spiegato come sono arrivati ad ottenere un livello così alto di qualità).

Mi stai dicendo che Supercell non fa pubblicità?

Eccome se la fa!

Supercell è arrivata a spendere anche 6 milioni di dollari per un singolo spot con Liam Neeson al Super Bowl. C’è da dire che non ha niente a che vedere con la User Acquisition, perché è stata più una scelta di visibilità e forza che advertising, ma rende bene l’idea del potenziale che ha questa società.

Cosa può tornarci utile

Come abbiamo avuto modo di vedere, Clash of Clans è una bomba di spunti interessanti su cui vale la pena concentrarsi. Si tratta di una strategia lineare e costante nel tempo che ha premiato Supercell nel breve e nel lungo periodo.

 
Soffermiamoci un po’ su alcuni aspetti!

Fidelizzazione e coinvolgimento dell’utente

Questo costituisce il primo punto di forza di Clash of Clans. Nonostante il gioco al momento del lancio non rappresentasse nulla di così innovativo, sono riusciti ad aumentare l’efficacia tenendo l’utente letteralmente incollato all’app.

Ma in che modo?

Come detto nei paragrafi precedenti, innanzitutto partendo da aggiornamenti costanti capaci di conferire nuova linfa al gioco e risolvere eventuali errori. Secondariamente aggiungendo premi o skills a tempo determinato in prossimità di ricorrenze e o di alcuni weekend.

Mi spiego meglio con un esempio: se Clash of Clans da la possibilità di ottenere degli incatesimi a termine semplicemente completanto un numero definito di missioni, gli utenti fidelizzati trascorreranno maggior tempo all’interno dell’app per cercare di completare le missioni e ottenere la ricompensa.

Se tutto questo meccanismo viene reso vario, inserendo differenti ricompense ogni volta che viene indetto un evento a termine, gli utenti continueranno a perseguire assiduamente gli obiettivi.

Ciò che in realtà spinge gli utenti a completare queste missioni speciali sono due fattori:

  1. il primo è costituito dal tipo di utenza che possiamo definire fidelizzata o ultrafidelizzata
  2. il secondo fattore è legato alla possibilità di elevare il proprio status/rango all’interno del gioco.

Ancora un altro aspetto che non va assolutamente trascurato è la possibilità di organizzarsi in clan e competere contro gli altri già esistenti.

In questo modo gli utenti avranno la possibilità di socializzare, collaborare e far crescere il proprio gruppo. La struttura organizzativa dei clan permette infatti un coinvolgimento a 360 gradi da parte degli utenti.

Non è un caso che le guerre tra clan costituiscano una delle modalità competitive che vanno più in voga.

Soft Launch

Sentiamo tantissimi sviluppatori dire: “appena completi il tuo progetto devi fare una campagna marketing su tutti i canali e paesi”.

Nulla di più sbagliato e, se ve lo dice Supercell, perché non crederci?

Clash of Clans è il frutto dello sviluppo di 13 videogiochi che non hanno mai visto la luce. Mesi e mesi di beta testing hanno permesso di scegliere CoC tra i tanti giochi del cantiere Supercell (ho parlato del beta testing nell’articolo sull’App Store Optimization).

Una volta completato il gioco, l’euforia del momento non li ha portati a distribuirlo in tutto il mondo, bensì hanno focalizzato l’attenzione su un unico paese.

Quale?

Il Canada.

Tutti pensano che i giochi debbano essere lanciati in America ma può essere un’arma a doppio taglio e, ovviamente, Supercell questo lo sapeva benissimo.

L’aver scelto un singolo paese gli ha permesso di ottenere feedback importantissimi che li hanno aiutati a perfezionare e migliorare il gioco.

Infine solo dopo 3 mesi, hanno deciso di lanciare il gioco in USA e, oggi, sappiamo tutti a cosa ha portato questa scelta.

Attenzione ai dettagli

Anche qui siamo di fronte ad un aspetto che ogni sviluppatore non dovrebbe mai trascurare: l’attenzione e la cura dei dettagli.

Un dettaglio conferisce ad un’applicazione quel quid in più che lascia il segno e conquista letteralmente gli utenti.

Tuttavia, nel caso di Clash of Clans, la cura dei dettagli non si ferma soltanto alla mera applicazione, quanto a tutto ciò che costituisce il contorno da cui ogni app non può prescindere: il marketing.

Anche se ne abbiamo discusso più sopra, è bene attenzionare alcuni aspetti inerenti alla campagna marketing attuata da Supercell. Principalmente perché hanno cercato di partire dal basso, iniziando a lanciare la propria app in mercati non troppo grandi e competitivi, come il Canada, primo Paese in cui è stato lanciato Clash of Clans.

Chiaramente non dico che avere successo nel mercato canadese sia una passeggiata, ma sicuramente è più semplice spiccare rispetto a mercati di colossi come gli Stati Uniti, dove per poter arrivare in cima alle classifiche sono necessari milioni di download.

E oltre a ciò in caso di perdite, avrebbero limitato le spese in maniera sostanziale. Sicuramente l’esperienza di Gunshine.net ha contribuito alla messa in atto di questo approccio.

Certo, se come primo Paese avessero scelto gli Stati Uniti probabilmente avremmo raccontato la stessa storia, cioè di un’app che è riuscita sin dal primo momento a lasciare la propria impronta e ottenere lo status di gioco con più spesa in app di sempre su App Store.

Una volta acquisiti determinati numeri in Canada è avvenuta l’espansione repentina in tutti gli altri mercati, iniziando a competere con i colossi.

Tutto ciò ha generato ancora più interesse ai dettagli da parte degli sviluppatori, che hanno iniziato a trovare altre strategie capaci di far scalare la classifica di Clash of Clans in quei Paesi in cui faticava a spiccare.

Infatti, in un primo momento l’app faceva fatica a farsi conoscere nella zona asiatica, in particolare in Cina. Da qui l’unione con una società del luogo che acquisì parte delle quote azionarie e che aiutò Supercell ha fare il salto di qualità all’interno del mercato asiatico.

Questa costituì la mossa decisiva, capace di far scalare oltre 80 posizioni in poche settimane.

Nonostante un aumento impressionante degli introiti, Supercell decide di mantenere la linea iniziale a basso costo anche per ciò che riguarda la fase di analisi della propria app: infatti analizzare e correggere gli errori di gioco è un processo che continuano a gestire internamente gli sviluppatori, dimezzando in maniera corposa le spese e velocizzando così la correzione di eventuali bug.

Tuttavia, pur mantenendo invariata la loro strategia di marketing, una volta raggiunti determinati numeri è giusto cercare di investire ulteriormente per attrarre ancora più utenti. E fu proprio questo il motivo per cui Supercell arrivò a stanziare 1 milione di dollari al giorno per il marketing.

Questo rappresenta un dato che dovrebbe fornirci uno spunto di riflessione: se la nostra app riesce ad ottenere dei risultati che ci soddisfino, non possiamo permetterci di fermarci qui perché se blocchiamo il processo di crescita di un’applicazione difficilmente riuscirà a vivere di rendita.

Anzi, non credo sia possibile. Raggiungere degli obiettivi deve spingerci oltre e darci uno spunto per fissarne altri sempre più ambiziosi.

Questa rappresenta la chiave di volta per poter andare avanti.

Certo, non è facile trovare i giusti meccanismi per elevare sempre più la nostra app, ma ricordati sempre che il primo punto che giocherà a tuo favore, è quello di cui ho appena parlato in questo paragrafo: l’attenzione ai dettagli!

Per tutto il resto lascia fare alla tua creatività e testa sempre nuove cose.

Dobbiamo sempre porci come nuovo obiettivo quello di incrementare il nostro Return of Investment, cioè il nostro ROI: investiamo oggi per trarne profitto domani.

Competizione, classifiche e tornei

L’ultimo aspetto di cui voglio parlare è quello relativo alla modalità PvP. Il meccanismo delle classifiche e dei tornei costituisce un punto comune a Subway Surfers, ma differente nel metodo d’applicazione.

Il gioco è strutturato in maniera tale che per ottenere determinati potenziamenti per il villaggio o per acquisire nuove truppe, sarà necessario aspettare un certo periodo di tempo. Maggiore sarà il livello del potenziamento che si è scelto di effettuare e più sarà il tempo che ci vorrà per completarlo.

Migliorare ciò che si ha a disposizione permette di scalare le classifiche, ma come si comportano gli utenti ultrafidelizzati nel momento in cui si trovano di fronte ad un potenziamento che richiede tantissimo tempo e risorse e che quindi non offre un metodo immediato per progredire?

Semplice! Acquistano oggetti di gioco aggiuntivi che permettono di completare istantaneamente un miglioramento.

Le gemme infatti danno la possibilità di completare un aggiornamento in pochi secondi. Mi sembra ovvio dire che più il potenziamento è corposo e maggiore sarà il numero di gemme necessarie per completarlo.

Questo significa anche spendere più soldi per acquistare le gemme direttamente dal negozio dell’app.

Anche qui si tratta di un meccanismo già rodato che ha fatto le fortune di migliaia di giochi: i giocatori che amano letteralmente il gioco e che puntano ad arrivare al top della classifica, non si porranno alcun problema nell’acquistare tantissime gemme.

A ciò si aggiunge il meccanismo dei clan che funge da raccordo, in quanto permette ai migliori giocatori di unirsi e competere contro altri clan, anche qui nel tentativo di essere riconosciuti come tra i migliori clan al mondo!

I tornei permettono così di accumulare tanti ricchi premi e danno al tempo stesso la possibilità ai clan di mettersi in luce agli occhi di milioni di utenti.

Gli acquisti in App

 
Se Clash of Clans è il gioco con più acquisti in app, come hanno fatto?

Appena te lo dirò dirai: “ma davvero solo questo?” 😂

Il sistema è abbastanza semplice: far percepire l’idea che gli acquistabili (gemme/elisir etc) siano parte integrante del gioco. 

Come ci si riesce?

Fin dai primi minuti di gioco, il tutorial introduttivo porta lentamente l’utente a scoprire i meccanismi di base del gioco. Qui, la guida ci comincia a suggerire l’idea che per velocizzare il tutto e quindi passare ai prossimi step si possano utilizzare delle gemme.

Per non farlo sembrare un meccanismo forzato, il gioco regala delle gemme in situazioni particolari. In questo modo un utente sa che potrà ottenere nuove gemme come se fosse dell’oro più prezioso portandolo a pensare che sia un moneta di gioco come tutte le altre.

È un meccanismo ormai utilizzato da tutti i giochi, ma vi assicuro che nel 2012 non era poi così tanto scontato.

Conclusione

Per concludere questo viaggio all’interno di Clash of Clans, tracciamo le ultime considerazioni. Abbiamo detto che è il gioco con più acquisti in app su iOS.

E per quanto riguarda i download come si colloca in classifica?

Vediamolo subito in questo report di AppAnnie sulle app più scaricate di sempre su App Store

Fonte AppAnnie.com

Come possiamo notare, Clash of Clans è in quarta posizione. Ancora una volta i numeri giocano a favore di Supercell, riuscendo a bilanciare in maniera egregia fidelizzazione e attrazione di nuovi utenti.

Nel caso di Subway Surfers abbiamo visto un caso molto differente, dato che avevamo di fronte l’app più scaricata di Google Play, ma che non rientrava tra le prime dieci per ciò che riguardava gli acquisti in app.

Un dato su tutti fa riflettere: se dopo sei anni Clash of Clans riesce ancora ad essere un gioco di tendenza e molto utilizzato, significa che dietro c’è una base solida capace di pianificare e differenziare il gioco.

Non sono pochi infatti quei giochi che arrivano al top in pochissimo, occupano la vetta delle classifiche per quale settimana o mese e poi finiscono nel dimenticatoio.

Ci saranno stati sicuramente momenti di flessione e questo lo testimonia il fatto che mediamente è in 50esima posizione in tutti i maggiori Paesi nella categoria giochi e che per poche decine di posizione resti fuori dalla top 100 di tutte le app dello store, ma questo non significa che il gioco sia entrato in una fase di crisi.

Più semplicemente è necessario specificare che i mercati non essendo una scienza certa, non possono garantire sempre costanza nei numeri. Ci saranno periodi in cui Clash of Clans verrà scaricato in maniera massiccia e altri in cui avrà una fase di involuzione.

Se ad esempio andassimo a guardare la differenza tra i download ottenuti a Settembre 2018 e Ottobre dello stesso anno, possiamo notare che a Settembre il numero di download era inferiore di oltre il 20%.

Ma non costituisce un dato allarmante, visto che il mese successivo hanno ottenuto un netto miglioramento. Ad Ottobre tutte le app che fanno ricorso ad eventi a tema per via di Halloween hanno sempre un maggiore riscontro e lo stesso discorso va esteso a tutte le maggiori festività, in particolare Natale, capace di incrementare in maniera notevole i tempi di utilizzo, download e acquisti in app.

Quindi, come detto, Clash of Clans può contare sul fattore degli acquisti in app, vero fiore all’occhiello del gioco di Supercell. Data l’utilità degli oggetti e dei potenziamenti messi in vendita, è chiaro che godano di un certo impatto verso gli utenti.

La costanza degli aggiornamenti rilasciati, anche a sei anni di distanza da Supercell, costituiscono un buon auspicio per ciò che quest’app potrà raggiungere in futuro.

Continuando così Clash of Clash riuscirà ad ottenere nei prossimi anni altri grandi risultati e totalizzare ulteriori record.

A patto che non mutino radicalmente la loro natura e le loro idee!

Subway Surfers, Il gioco più scaricato su Google Play | Case Study

AppAnnie, uno dei servizi di analisi più famosi al mondo, ha fornito a tutti gli operatori e simpatizzanti del settore dell’app marketing un report sui 10 giochi più scaricati di sempre su Google Play.

Qual è la prima?

I 10 giochi più scaricati di sempre su Google Play

Fonte AppAnnie.com

Incredibile ma vero è Subway Surfer! Un gioco rilasciato nel lontano 2012 e che ancora riesce ad essere nella top di tutti gli store.

Oggi il mondo videoludico mobile ricopre il 90% dei ricavi di Google Play ed è la categoria che ottiene, in assoluto, più download. Quindi, da sviluppatori o app marketers, è importante analizzarne le tendenze e capire perché questi 10 giochi ottengono o hanno ottenuto più risultati rispetto ad altri. 

Ecco perché, oltre a farti un sunto di ciò che il report di AppAnnie riporta, voglio soffermarmi sugli aspetti che hanno reso Subway Surfer il gioco più scaricato su Google Play.

Cominciamo 😎

I motivi del boom

Partiamo da un perché.

Perché i giochi mobile superano le app di servizi?

Innanzitutto perché negli ultimi anni l’età media in cui si è in possesso di uno smartphone si è abbassata notevolmente. Adesso infatti non è raro vedere bambini che all’età di 7/8 anni sono in possesso di un cellulare (con tutti i pro/contro che ne derivano).

Secondariamente, il continuo aumento delle prestazioni degli smartphone, garantisce la possibilità di poter creare e quindi usare giochi qualitativamente superiori.

Di conseguenza, se fino a qualche anno fa si scaricavano in maggior numero app di servizi, oggi la tendenza si è totalmente ribaltata a favore dei giochi.

A tutto questo si aggiunge un’analisi antropologica.

In una società sempre più alienata, di corsa e stressata, quale miglior rimedio se non quello di prendersi “del tempo” giocando a qualcosa? (ovviamente ho estremizzato il concetto, c’è chi gioca per il semplice gusto di giocare)

Questi sono alcuni dei motivi che hanno portato i giochi, e quelle 10 app, al successo.

Ci sarebbe molto altro da dire e sicuramente lo farò in un articolo dedicato.

Ora è il momento di tornare al nostro case study.

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Case Study di Subway Surfer

Subway Surfer è al primo posto nella classifica dei 10 giochi più scaricati di sempre su Google Play.

A detta di molti si tratta di un risultato a dir poco soprendente, perché in pochi avrebbero scommesso su un podio composto da Subway Surfer, Candy Crush Saga e My Talking Tom.

Ci avresti mai scommesso su Subway Surfer?

Anche io avrei detto di no. E proprio per questo risultato che ho deciso di analizzarlo per scoprirne pregi e difetti.

Partiamo dal: da dove salta fuori?

Un po’ di storia

Subway Surfers è stato sviluppato da Kiloo e SYBO Games, attraverso il motore grafico Unity e rilasciato il 24 Maggio 2012 (se non conosci Unity e vorresti saperne di più, Luca ha realizzato il corso gratuito Unity Bootstrap).

La società è stata fondata da Jacob Møller, un ragazzo di Aarhus (Danimarca), nel 2000. La società in partenza contava due membri e, ad oggi, conta più di 100 dipendenti.

Hanno cominciato come tutti: sviluppando per terzi. Cominciando da Worms, commissionata da THQ Wireless, passando per Hugo fino a LEGO.

Il successo definitivo, come intuito, arriva dallo sviluppo di Subway Surfers (sviluppata come progetto interno, quindi non commissionato).

Il gioco

L’obiettivo del gioco è quello di provare a fuggire da delle guardie che hanno colto in flagrante il tuo personaggio mentre era intento a fare graffiti all’interno di una metropolitana (quindi si tratta di un endless runner).

Durante il percorso bisognerà fare attenzione a determinati ostacoli che rallenteranno la corsa, ma che al tempo stesso è possibile sfruttare per seminare le guardie e raccogliere monete che serviranno per acquistare vari potenziamenti.

Ma oltre a questo, cosa si può fare all’interno del gioco?

Innanzitutto puoi personalizzare o cambiare il tuo personaggio.

Periodicamente gli sviluppatori introducono nuovi personaggi, acquistabili con monete o chiavi, ed inseriscono nuove mappe di gioco.

In particolare quest’ultimo aspetto ha preso sempre più corpo ed è stato definito ”World Tour”, dato che le mappe prendono il nome delle varie città sparse per il mondo. Stesso discorso per i nuovi personaggi che saranno in possesso di un carattere in particolare in base alla città di provenienza.

Durante una sessione inoltre sarà possibile svolgere delle missioni necessari per accumulare ulteriori benefit.

Ma ciò che innesca la competizione tra gli utenti è la presenza di una classifica in cui viene mostrato il punteggio di ognuno. Nel momento in cui andrai a consultare la classifica, troverai coloro che hanno totalizzato i punteggi più alti. Una volta conclusa una partita, il sistema ti piazzerà immediatamente in classifica.

Ogni settimana, inoltre, vengono organizzati eventi speciali che permettono di accumulare maggiori bonus rispetto agli altri giorni.

Attualmente la valutazioni di Subway Surfers è di circa 4.5/5, punteggio simile a quello attribuito dalla critica.

Numeri e statistiche

Mettendo giù qualche numero, invece, possiamo subito capire che abbiamo di fronte un colosso.

  • Nel Marzo 2018 ha raggiunto un miliardo di download, segnando il record assoluto per un gioco mobile
  • Ad oggi conta oltre 20 milioni di utenti attivi giornalmente. Numero destinato ad aumentare grazie ai costanti aggiornamenti rilasciati dagli sviluppatori
  • Nella categoria Giochi/Arcade, nei maggiori paesi, attualmente il suo piazzamento oscilla tra il quarto e il settimo posto. Questo è un numero importantissimo, perché parliamo di un gioco uscito nel 2012 e che testimonia quindi un alto interesse da parte degli utenti a distanza di sei anni dall’uscita
  • Tra Agosto e Settembre 2018, in Italia, Subway Surfers ha totalizzato oltre 387 mila download
  • La durata media di una sessione è di circa 35 minuti
  • Sempre in Italia il numero di utenti attivi giornalmente è di circa 124 mila con un open rate del 17,90%
  • Nel corso dell’anno gli sviluppatori rilasciano numerosi aggiornamenti volti a migliorare e arricchire l’esperienza di gioco. L’ultimo aggiornamento, appunto, è stato rilasciato appena 5 giorni fa

Un altro dato che merita attenzione è quello relativo agli interessi degli utenti che scaricano Subway Surfers.

  • L’11,6% degli utenti resta all’interno della categoria Giochi/Arcade, che comprende ad esempio Temple Run 2, anch’esso presente nella top 10 dei giochi più scaricati di sempre su Google Play.
  • L’11,4% invece, si fa mantiene sempre sulla categoria Giochi, selezionando come sottocategoria il genere Casual. All’interno di questa è possibile trovare My Talking Tom, che occupa il gradino più basso del podio nella classifica delle app più scaricate

Tutto il resto dell’utenza ruota all’interno di altre categorie come Tools e Giochi/Azione.

Ma a questo punto, una domanda sorge spontanea: come fanno gli utenti a trovare Subway Surfers?

Fonte SimilarWeb.com

Come è facile notare, quasi la totalità degli utenti è certa di voler scaricare Subway Surfers. Lo conoscono già e nel momento in cui entrano nello Store hanno le idee chiare.

È come se avessero già fidelizzato l’utente prima che questo realmente possa avviare la sua esperienza di gioco.

 

Cosa può tornarci utile

Tirando le somme, l’esperienza di Subway Surfers lascia molti suggerimenti e spunti anche per le nostre applicazioni. Non parlo ovviamente dell’idea del gioco, quanto delle strategie che hanno utilizzato per farlo conoscere al pubblico.

Vediamone alcune.

Fidelizzazione utente

La tecnica più utilizzata è la iperfidelizzazione dell’utente (di cui ho parlato nell’articolo sull’App Store Optimization).

Tutto ruota intorno al concetto di permanenza e riutilizzo costante dell’app.

Come fanno?

  1. Premi: l’utente è incentivato a giocare dalla ricompensa di ogni partita (le monete raccolte)
  2. Missioni: Un set di missioni costanti ti mette di fronte a delle sfide.
  3. Potenziamenti: Con le monete puoi potenziare il livello del personaggio (e quindi competere con più facilità)
  4. Daily Reward: Ogni giorno, eseguendo l’accesso, ottieni delle mistery box o dei sacchetti di monete.

Se queste sono delle componente ricorrenti in molti giochi endless run, quello che rende Subway Surfer diverso è la personalizzazione del personaggio.

Si possono acquistare nuovi runner (spesso a tema), board e magliette. Componenti che permettono di far affezionare l’utente al suo runner.

Ma non finisce qui, la fidelizzazione è ciò che da vita agli altri punti che ti spiegherò qui sotto.

Cura dell’app

Un’altra delle tecniche di App Marketing utilizzate è quella di ”curare” la propria app.

A cadenza regolare è necessario avviare una fase di manutenzione e implementare o modificare alcuni aspetti dell’app.

Mantenendo una certa regolarità, gli utenti apprezzeranno il tuo lavoro in quanto vedranno che l’app non è stata lasciata al freddo e al gelo.

Il ragionamento è ovvio!

Se alcuni utenti riscontrano dei problemi durante una sessione e te li fanno presenti, lo sviluppatore può risolverli per non perdere definitivamente questa porzione di pubblico (e ricevere recensioni negative).

Non è una cosa banale. Rilasciare aggiornamenti e bug fixing costanti invoglia gli utenti, che non hanno disinstallato, a dare un’occhiata ai cambiamenti.

E proprio da questo aspetto che ne deriva il successo di Subway Surfer!

Empatia con gli utenti

Il terzo aspetto di cui vorrei parlare è l’inserimento di mappe a tema. Questa costituisce una strategia attuata da molte Software House.

Il fine delle mappe a tema è quello di generare empatia con gli utenti.

È stato notato che mostrando due immagini diverse ad una persona, in cui la prima rappresenta un elemento conforme alla sua cultura e quindi familiare, e nella seconda immagina viene mostrato un altro elemento, altrettanto bello ma estraneo al suo background culturare, l’utente andrà a scegliere la prima immagine.

Perché? In nostro aiuto arriva la scienza: Il cervello assimila e riconoscere in maniera più rapida tutto ciò che c’è più familiare.

Attraverso il World Tour, Subway Surfers cambia ed aggiunge periodicamente nuove mappe di gioco. In questo modo si inseriscono nuovi paesi permettendo quindi di abbracciare i diversi mercati.

Cioè significa che chi giocherà in Italia avrà una mappa diversa rispetto a chi giocherà in Kenya (si c’è anche questa).

Quindi, ricordati che adeguare la propria app al mercato di riferimento è sempre un ottimo strumento di App Marketing.

Classifica e competizioni

Infine gli ultimi due aspetti di cui vorrei parlare sono la presenza della classifica e di varie competizioni. Come detto prima, la classifica aumenta la rivalità e la competizione da parte degli utenti.

Potremmo definirla come una linfa che alimenta la voglia di giocare da parte degli utenti.

Se un giocatore è davvero bravo e impiega molto tempo con l’app, nel momento in cui raggiunge un risultato sopra la media, sicuramente si aspetterà un riconoscimento: da qui la presenza della classifica e della possibilità di condividere su Facebook.

Anche se la condivisione sui social è un po’ passata di moda, tempo fa ha creato un effetto domino impressionante, garantendo una visibilità incredibile a tante app.

Il secondo ed ultimo aspetto è quello delle competizioni organizzate da Subway Surfers. Come sappiamo, la presenza di oggetti e potenziamenti acquistabili tramite la moneta di gioco, costituisce una parte fondamentale per gli utenti.

Se ognuno di noi avesse lo stesso volto e gli stessi vestiti, saremmo coinvolti allo stesso modo?

Assolutamente no.

La personalizzazione garantisce la varietà di cui un gioco ha bisogno. Se decido di acquistare un nuovo avatar in edizione limitata, sicuramente avrò bisogno di tantissime monete e accumularle semplicemente facendo una partita al giorno è impossibile.

Ed è proprio per questo che subentra la competizione settimanale o le missioni giornaliere: raggiungendo determinati obiettivi avremo diritto ad altrettanti bonus che ci permetteranno di raggiungere in maniera più agevole il nostro scopo.

Conclusione

Ma accanto a questi punti di forza, è lecito porsi altre domande nel momento in cui si nota che Subway Surfers non figura tra le dieci app con più spesa effettuata da parte degli utenti.

All’interno dell’app, infatti, l’utente può scegliere diverse combinazioni tra monete, pack e chiavi.

A differenza di tanti altri giochi che mettono in vendita soltanto cosmetici, necessari per personalizzare il proprio personaggio in maniera unica, Subway Surfers offre anche la possibilità di acquistare diversi pack contenenti monete o altri tipi di bonus che garantiscono determinati vantaggi all’utente.

Come è possibile spiegare questo in virtù dei numeri citati in precedenza?

Se Subway Surfers riesce a tenere incollati milioni di utenti, perché per ciò che riguarda la spesa in app viene superata da tante altre applicazioni?

Per citare un esempio, Candy Crush Saga è al secondo posto nella classifica dei giochi più scaricati di sempre su Google Play e al quarto posto per quanto riguarda la spesa in app.

Come bisogna considerare questo dato?

Avere milioni di download non sempre è sinonimo di altrettanti acquisti in app.

I motivi possono essere vari.

Il principio degli acquisti in app va rapportato al tipo di applicazione: se mettiamo a confronto due app, in cui nella prima grazie ad una determinata spesa ti garantisce notevoli migliorie tra cui dimezzare i tempi per poter rigiocare, è chiaro che gli utenti saranno più propensi ad effettuare acquisti.

Questo è un po’ l’esempio di Candy Crush.

Grazie agli acquisti che effettui, potrai avere a disposizione ulteriori vite o addirittura vite illimitate per un certo periodo.

Discorso diverso per Subway Surfers, perché non essendo un gioco a vite e quindi rigiocabile senza alcun limite, gli acquisti in app servono per avere determinati privilegi che, rapportati alle vite di Candy Crush, sono marginali.

La miglioria più importante risiede nella possibilità di acquistare delle ”keys” utilizzabili una volta che vai in game over e riprendere da lì mantenendo il tuo punteggio.

Questa forse, tra tutte le proposte supplementari di Subway Surfers, è quella più importante.

Per concludere questo report sui 10 giochi più scaricati di sempre su Google Play, possiamo dire che Subway Surfers è un gioco ben realizzato, ricco di nuove funzionalità e aggiornamenti capaci di rendere sempre più coinvolgente l’esperienza di gioco degli utenti.

Hanno utilizzato una strategia di marketing vincente che si è consolidata nel corso del tempo e che ancora oggi, a quasi sei anni e mezzo dalla data di rilascio, riesce ad attrarre sempre più utenti.

In parole povere possiamo dire che ad oggi ci ritroviamo di fronte a un brand che gode di una certa notorietà!


App Marketing: Cos’è l’App Store Optimization e perché dovresti utilizzarlo

app store optimization cos'è e perché dovresti cominciare a farlo

Anche se la tua applicazione dovesse avere tutte le carte in regola per essere la miglior app del suo settore, se non verrà scaricata, potrai considerarla al pari di un granello di sabbia in una spiaggia. 

Lo so che sembra un concetto banale, ma ti assicuro che la maggior parte degli sviluppatori o marketers, che dal web passano al mobile, pensano che una volta caricata l’applicazione sugli store il gioco sia finito lì. 

E ti dico di più, i passaggi che hai fatto e che in questo momento ti hanno portato zero risultati sono sempre gli stessi.

Non mi credi?

Sei o siete partiti da un’idea originale. Ti sei impegnato nel tentativo di riprodurla quanto più fedelmente possibile. Hai passato notti insonni scrivendo migliaia di righe di codice ritenendo di aver fatto il tuo miglior lavoro.

Alla fine, pensando di aver fatto tutto ciò che era in tuo potere, avrai caricato l’applicazione sugli store. Qui cominci a sperare, incrociare le dita e lanciare sale per strada nella speranza che arrivino dei download. Download che nella maggior parte dei casi non arriveranno mai.

Allora, ci sono andato vicino?

Se sì, non preoccuparti! Il tuo paracadute si chiama App Marketing di cui il primo tassello è rappresentato dall’App Store Optimization.

app store optimization cos'è e perché dovresti cominciare a farlo

Cos’è l’App Store Optimization?

Supponiamo che tu sia in procinto di pubblicare due annunci in cui vendi due Ferrari identiche:

  1. ”Vendesi Ferrari Enzo in ottime condizioni. Monta un motore da 660 cv, capace di oltrepassare i 350 km/h. Mantenuta in ottime condizioni, tagliando sempre effettuato”.
  2. ”Vendesi modello unico di Ferrari Enzo che rappresenta uno dei 400 esemplari disponibili sul mercato, prodotta per i 55 anni di attività della casa di Maranello nel 2002. L’unica, rispetto alla concorrenza, capace di oltrepassare i 350 km/h e raggiungere i 100 km/h in 3.65 secondi”.

A primo impatto, quale sceglieresti?

Io ovviamente sceglierei la seconda. Perché? per un semplice motivo:

la Ferrari del secondo annuncio viene presentata come un modello unico, come se avesse una marcia in più. Quel quid che mi renderebbe una persona differente da tutte le altre.

Alcuni potrebbero dirmi: “Matteo, io preferirei la prima perché ci sono tutti i dettagli tecnici”.

Vero. Ma devi considerare che in un mercatino, come poi effettivamente accade, ci saranno migliaia di annunci uguali a quello. Lì, allora, diventa una roulette russa e viene tutto lasciato alla fortuna di cui parlavo all’inizio.

Ma quindi cosa c’entra la Ferrari con la mia applicazione?

Un’applicazione, oltre al dato di fatto di essere stata ben sviluppata (con un’ottima UX e UI), per emergere ha bisogno di essere presentata come se fosse l’unica a svolgere quelle funzioni. L’unica che, una volta scaricata, possa dare all’utente l’impressione di aver trovato ciò che cercava.

In pratica l’App Store Optimization si occupa di trasformare la tua applicazione in una “Ferrari del settore”.

Tutto qui?

Magari lo fosse!

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Cosa non è l’App Store Optimization

Prima di aver creato false aspettative, fammi spiegare cosa non è l’App Store Optimization

La prima cosa da capire è che non si tratta di un metodo assoluto attraverso cui la tua applicazione raggiungerà in qualche ora, settimana o mese, la vetta delle classifiche.

Se dai un’occhiata sul web, infatti, potrai leggere di gente che racconta esperienze fuori da ogni limite: ”il numero di download della mia applicazione è aumentato vertiginosamente nel momento in cui ho invertito alcune parole del titolo”.

O ancora: ”cambiando il font del testo sono riuscito ad aumentare il numero di recensioni e il traffico della mia app”.

Niente di più sbagliato e ti prego di non cadere in questa trappola mortale.

Alcune di quelle storie sono effettivamente degli eventi realmente accaduti. Ma sono solo eventi unici, nella maggior parte dei casi si tratta di test ben studiati o di quel pizzico di fortuna nell’aver indovinato il giusto ingranaggio da toccare.

Noi effettivamente vedremo che l’App Store Optimization opera nella modifica di queste proprietà. Ma non possiamo banalizzare l’App Store Optimization a questo. Se fosse così, tutte le applicazione presenti oggi sul mercato totalizzerebbero numeri esorbitanti e, purtroppo, sappiamo benissimo che non è così.

Oggi le grandi aziende riescono a lanciare applicazioni di successo sfruttando pubblicità sui social, influencer, tecniche di retention e altre operazioni complesse messe in atto ancor prima dello sviluppo dell’app. Operazione che, come puoi ben immaginare, vanno oltre la scelta di colori, font e quant’altro.

Quindi, quello che un tempo era App Store Optimization, inteso come cambio di parametri per ottenere un aumento di posizioni in classifica, oggi è rilegato ad una piccola parte dell’ormai sempre più presente App Marketing.

Vista così sono un’infinità di cose ed ovviamente lo sono.

Tu partendo dalle basi non puoi che cominciare da quello che gli App Marketers danno per assodato: l’App Store Optimization.

Cos’è l’App Store Optimization?

L’App Store Optimization (ASO) comprende una serie di strategie che, se seguite correttamente, ti aiuteranno ad incrementare la visibilità della tua applicazione all’interno dell’App Store e del Play Store.

Ma in che modo aumenta la visibilità della mia app?

Lo fa attraverso un insieme di strategie che vengono suddivise in due fasi:

  1. Strategie di pre lancio. Cioè prima che l’app vada a finire sugli store (“mi stai dicendo che c’è qualcosa da fare? Eh sì, più di qualcosa!”)
  2. Strategie di post lancio. Ovviamente c’è da lavorare anche dopo che l’app è stata pubblicata, in maniera tale da non sprecare quanto di buono hai fatto fino a questo momento.

Entrambe operano attraverso approcci e metodi differenti. Ma di queste ne parleremo meglio nel paragrafo successivo.

Nella sua forma base, l‘App Store Optimization si occupa della valutazione dei risultati scaturiti dalla modifica dei parametri  presenti in fase di upload dell’applicazione sull’App Store e Play Store.

Tra questi figurano: nome dell’applicazione, logo, keywords, descrizione, immagini, video, sottotitolo, testo promozionale.

Ognuno di questi parametri se curato in un determinato modo ti permette di ottenere un incremento del traffico verso la tua applicazione.

Lo ribadisco! Il corretto inserimento di questi campi rappresenta soltanto il primo step dell’App Store Optimization.

Se fin qui ci sei, in caso scrivimi un commento in fondo alla pagina, partiamo dall’analizzarli uno per uno.

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Nome applicazione

Il nome, insieme al logo, rappresenta il primo punto di contatto tra la tua applicazione e l’utente.

Sebbene alcuni siti che parlano di App Store Optimization consiglino di utilizzare le keyword all’interno del titolo, noi siamo per la via ibrida che unisce il tecnicismo ad una buona dose di creatività.

Che vuol dire?

Prendiamo per esempio Whatsapp. La parola così com’è non rievoca un servizio di messaggistica instantanea. Però se al “Whatsappaggiungiamo la parola “Messenger” tutto prende forma.

Così facendo siamo riusciti nel nostro intento. Abbiamo utilizzato un parola creativa insieme ad una parola tecnica che ha un significato ben specifico. Grazie a quest’unione, una persona che non dovesse conoscere Whatsapp capirebbe comunque che fa parte delle app di messaggistica.

Da un punto di vista sociologico, utilizzare un nome di fantasia, permette di imprimere (Imprinting), con più forza il tuo prodotto nella mente degli utilizzatori. La tua app non sarà più un semplice “Messenger” ma “Whatsapp” creando un netto distacco dalle app della concorrenza.

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Logo

Il logo corre di pari passo con il nome. Forse e dico forse, ha un impatto leggermente inferiore al nome ma dipende da caso a caso e qui realmente non c’è una regola ben specifica da seguire.

Sara, in questo articolo, ha scritto alcune regole che dovrebbero essere seguito per la realizzazione di un logo in linea con il contenuto dell’applicazione.

Più che regole di app marketing qui si trattano di regole e stili di design.

L’occhio vuole la sua parte e rappresenta un buon 50% della scelta che compierà l’utente quando vedrà la tua app all’interno dello store: “scarico o non scarico?”

Se fai attenzione non ho messo questi due punti in ordine casuale.

Nome e logo sono la prima cosa che guarda un utente che cerca dentro l’App Store o il Play Store. Quindi, nome e logo devono essere come dei magneti agli occhi degli utenti.

Se fallisci questi primi due punti, puoi tranquillamente evitare di leggere tutto il resto.

Prenditi il giusto tempo per fare le tue valutazioni riguardo al nome. E quando parlo di “tue valutazioni” ovviamente parlo di eseguire dei sondaggi e di affidarti a degli esperti prima che l’app vada sul mercato (fase di pre lancio).

Posso far vedere la mia app prima? Sì tranquillo, nessuno te la ruba!

Keywords

Qui viene una delle parti più interessanti dell’App Store Optimization.

Le keyword sono parole chiave che sintetizzano le funzionalità e la categoria della tua applicazione. Grazie alle keyword la tua app potrà essere indicizzata e quindi apparire all’interno dei motori di ricerca.

Per dirla in maniera ancor più semplice, e più in linea con le regole dell’App Marketing, le keyword rappresentano le parole che un utente utilizza quando fa una ricerca all’interno dello store.

Da qui ne deriva che la posizione della tua applicazione, all’interno dello store generale, sarà frutto del traffico (numero di download) che genererà ogni singola keywords.

Posizione in classifica significa maggior numero di downloads e quindi, tra tutti i campi presi in esame dall’ASOApp Store Optimization, le keyword ricoprono un ruolo di maggior rilievo.

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Come si scelgono correttamente?

Immagina di aver creato un’app per l’affito di case vacanza in montagna per le persone che voglio rilassarsi in mezzo alla natura. 

La prima cosa da capire è:

  1. A chi è rivolta la tua applicazione?
  2. Quale problema risolve?
  3. Cosa cercano gli utenti per trovare app simili?

Le prime due domande sono le più importanti. La nostra applicazione d’esempio:

  1. È rivolta ai viaggiatori. Ma non a tutti. Solamente quelli interessati a trascorrere delle “vacanze” in luogo specifco, la “montagna”, ed in più in pieno “relax” ed immersi nella “natura”.
  2. Quindi il problema che risolve è molto specifico, non è un’app di soli affitti, ma un qualcosa che va a prendere una nicchia ben definita. 

Spero sia chiaro questo meccanismo.

Adesso dobbiamo chiederci come gli utenti potrebbero trovare la nostra app e come noi vogliamo farci trovare.

Qui è la parte più difficile.

Molti pensano che generalizzare le keywords sia il modo migliore per ottenere maggiori risultati. Cioè, mettono come keywords “vacanze” e “case” ed “affitto” e così immaginano di prendere due piccioni con una fava (dato che chi cerca case vacanze in montagna in realtà sta cercando case in affito).

Facendo così finirai solamente per uccidere la tua applicazione. 

Perché?

Più generalizzi le keywords più è alta la probabile di entrare in concorrenza con le applicazioni del settore ma che, paradossoalmente, non centrano nulla con l’obiettivo della tua applicazione.

La posizione delle applicazioni ovviamente non sarà casuale, bensì sarà frutto del traffico che ruoterà intorno ad esse: più sarà elevato e più l’applicazione verrà posizionata in alto. Di conseguenza, più app ci sono e più download ci vorranno per salire in alto.

Cosa bisogna fare allora?

Devi entrare nello specifico usando keywords, sicuramente meno trafficate, ma in linea con l’obiettivo della tua applicazione. Ed in più, qui viene la cosa interessante, nessuno ti vieta di utilizzare anche le keywords trafficate. 

L’importante è che ci siano quelle specifiche (nel nostro caso “montagna”, “relax”, “natura”).

Se da un lato otterrai meno downloads, dall’altro lato avrai la certezza che gli utenti sono arrivati a te perché hanno cercato ciò che gli serviva (case vacanze in montagna). E questo si traduce in una maggiore User retention, in un tasso di abbandono minore ed in un Imprinting maggiore.

keywords App Store optimization

Come puoi notare dallo screen, il nostro cliente iSpazio.net, ha utilizzato delle keywords specifiche (apple,notizie,news) ed in quelle compare in ottime posizioni. Mentre in quelle più traffice fa più fatica in quanto competono tutte le app di notizie. L’app è ovviamente indicizzata per le apple news e quindi abbiamo targhettizzato l’app verso quelle keywords.

Apple Store e Play Store

Una piccola nota riguardo l’inserimento delle keywords nei due marketplace.

  1. Su iOS:
    1. Le keywords vanno inserite in uno spazio apposito. Lì devi inserire parole singole divise da una virgola e senza spazi. Usa il singolare e non il plurale. Esempio: “casa,vacanza,montagna,relax,affito” etc.
    2. Inserisci le keyword anche all’interno della descrizione. Anche se hanno un peso minore.
  2. Play Store:
    1. Le keywords devono essere inserite all’interno della descrizione dell’app. Quindi qui devi far ben trasparire, agli occhi del motore di ricerca, che la tua app risolve un determinato problema per una determinata categoria di persone.

Consigli

Nel momento in cui ti ritrovi a pensare a quali keyword vorresti inserire per la tua applicazione, potresti scegliere due strade differenti.

La prima è quella di affidarsi ad uno dei tanti software presenti online (appannie.com), dove sarà possibile fare una ricerca delle parole chiave che ti interessano e osservare che tipo di traffico ruota intorno ad esse.

La seconda soluzione, invece, è quella di effettuare varie prove individualmente, seguendo questo semplice schema:

  1. Il primo passo consiste nello svolgere una ricerca tra le varie applicazioni rivali e osservare che tipo di keyword hanno utilizzato.
  2. Successivamente dovrai fare una selezione delle parole chiave che consideri maggiormente pertinenti e inserirle negli spazi appositi previsti per la tua app.
  3. Nel momento in cui avvii la fase di selezione, scegli in che modo vuoi agire: la scelta delle keyword è un passaggio delicato. Se non riesci a trovare una soluzione, prova ad inserire keyword più trafficate e parole con meno traffico.
  4. Svolgi una ricerca approfondita e duratura, cercando di utilizzare sinonimi nel caso la keyword che vorresti inserire è troppo o poco trafficata.
  5. Inserisci sempre una keyword nel titolo dell’applicazione, evitando di utilizzare tutti i caratteri previsti dagli store. Come detto sopra, nel campo di testo del titolo, non utilizzare soltanto keyword ma abbina alle parole chiave un nome creativo e originale (il nome dell’app).
  6. Inserisci le keyword nei campi soggetti ad indicizzazione (su iOS, ricordati di non mettere spazi etc)
  7. Aspetta circa due settimane per verificare eventuali variazioni in termini di visibilità, ranking e tasso di conversione. I risultati ottenuti prima di questo periodo considerali come irrilevabili dato che l’App Store, ad esempio, fornirà una spinta per i primi 7/10 giorni nel tentativo di far aumentare il ranking della tua applicazione.
  8. Se non dovessi ottenere risultati soddisfacenti continua a fare delle prove fin quando non troverai il giusto equilibrio. Con lavoro e dedizione i risultati arriveranno.

Descrizione

Uno spazio dove potrai raccontare di più sul tuo lavoro, quale problema vuoi risolvere con la tua applicazione e perchè gli utenti dovrebbero scaricarla.

Utilizzare tutti o quasi i caratteri concessi dai marketplace può essere un buon modo per coinvolgere gli utenti che si interessano alla tua applicazione o a coloro che sono indecisi.

In più, dal punto di vista dei motori di ricerca, più testo (di qualità) è sinonimo di un’app ben curata.

Tieni conto, però, che saranno solo le prime righe quelle che gli utenti vedranno in anteprima: fai in modo che queste siano quelle più coinvolgenti e ricche di contenuto. 

Ricordati il discorso della ferrari, la tua app deve essere rappresentata come unica:

  1. Usa la prima persona quando descrivi la tua app. Infatti, dare del tu (come facciamo su xCoding) rompe la barriera delle distanze ed è il punto di partenza per instaurare un rapporto con l’utente.
  2. Partire con una domanda retorica può aiutarti ad aumentare il coinvolgimento.
  3. Lascia spazi tra i paragrafi.
  4. Ogni 2 o 3 righe vai a capo.
  5. Usa le liste per descrivere le funzionalità della tua app.
  6. Crea dei capitoli per organizzare meglio i contenuti (una parola o frase in maiuscolo che fa da titolo e poi vai a capo).

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Sottotitolo e Testo promozionale

Il sottotitolo è un brevissimo campo di testo dove dovrai sintetizzare in pochi caratteri qual’è l’obiettivo della tua app.

  1. Puoi usare la formula delle 3 parole che fa da motto alla tua app. Esempio Shazam usa: Discore music, video & lyrics 
  2. Oppure un frase breve che spiega l’obiettivo dell’app. Esempio Google Assistant: Your own personal Google

L’App Store ha un campo in più che è testo promozionale:  Si tratta di uno spazio di 170 caratteri che appare accanto la descrizione, attraverso cui è possibile fornire informazioni su promozioni, nuove funzionalità e varie notizie. Inoltre è uno spazio modificabile in qualsiasi momento.

Le recensioni

Oggi la vera vetrina di un’applicazione, come per lo shop online, è rappresentata dalle recensioni.

La quarta cosa vista da un utente dopo logo, nome e le immagini sono le recensioni.  Avere buone recensioni, costanti e dettagliate è sinonimo di qualità e di autorevolezza.

C’è un modo per aumentarle?

Si e si chiama rispetto dei propri utenti.

Le recensioni non si chiedono a caso, non si offrono in cambio di benefit e sopratutto non si comprano. L’unico modo per ottenere un buon numero di recensioni positive è quello di chiederle agli utenti fidelizzati.

Come?

Nel caso della nostra app di iSpazio abbiamo totalizzato più di 5.600 recensioni con una media di 4.7 stelle (il massimo su iOS è 5) con un metodo semplicissimo.

Dopo il terzo utilizzo dell’app, cioè la terza apertura (che non parte dal background), viene presentato agli utenti  un alert che chiedi all’utente cosa ne pensa dell’applicazione e se vorrebbe lasciarci una recensione.

Se l’utente clicca sul “SI” allora lo rimandiamo all’App Store (su iOS presentiamo il box in app disponibile dalla versione di iOS 10.3) se invece clicca su “NO” gli chiediamo di scriverci tramite email.

recensioni app store optimization app marketing

È un metodo semplicissimo e che sicuramente avrai già visto o utilizzi. L’unica cosa da notare è che non chiediamo di lasciare una recensione a tutti, ma solo agli utenti che la utilizzano. Ed in più chi vuole darci un feedback negativo lo rimandiamo ad un email sender.  Con il risultato d’avere, per la maggior parte dei casi, solo feedback positivi.

Screenshots e Video

Tra gli elementi di cui si occupa l’App Store Optimization non abbiamo citato però screenshot e video.

Ad oggi non esistono vere e proprie strategie di ottimizzazione, in quanto la scelta di video e screenshot fa parte delle logiche di User Interface e degli stili grafici della categoria di cui farà parte la tua applicazione.

Tuttavia potrebbe risultarti utile seguire queste dritte dato che screenshot e video costituiscono la vetrina della nostra applicazione in quanto continuano a far parte del mondo dell’App Store Optimization:

  1. Se la tua è un’app di servizi, racconta con un massimo di due frasi le funzionalità dell’app per ogni screen
  2. Crea movimento tra i vari screen.
  3. Non lasciare gli screenshot così per come li hai generati. Mettili all’interno di un layer che rappresenta il dispositivo. Questo darà all’utente una sensazione di utilizzo reale della tua app.
  4. Usa le tonalità di colori del logo.
Screenshot App Store Optimization
Immagina fortina da storemaven

Nel momento in cui sei procinto di caricare i video, su iOS, prendi in considerazione che il primo video verrà riprodotto automaticamente senza volume. Spesso gli utenti si fermano a questo video senza procedere ai successivi, quindi dedica particolare attenzione alla scelta del primo video che comparirà in anteprima.

Dimenticavo, fai in modo che il video nei primi 3 secondi trasmetta la caratteristica principale della tua applicazione. Altrimenti, evita di metterlo.

Le statistiche che devi conoscere

Dato che le cose che ti ho raccontato potrebbero sembrarti molta fuffa. Ti lascio alcune statistiche rilevanti che potrebbero farti comprendere l’importanza del curare i detagli dell’App Store Optimization:

  1. Il processo decisionale che porta l’utente ad installare o ad uscire dura in media tra i 3-6 secondi. Chi vuole saperne di più si trattiene fino ad un massimo di 12-35 secondi.
  2. Il video di presentazione può amentare del 23% l’Install Rate della tua applicazione
  3. Il 60% dei visitatori non scrolla la pagina dello store se non ha avuto una buona impressione (per questo ti dicevo di puntare moltissimo su Icona, Nome e Sottotitolo).
  4. Solamente il 50% degli utenti decide di scaricare in base alla prima impressione.
  5. Quando usi il video solamente il 28% degli utenti analizza il secondo slot (generalmente è un’immagine).
  6. Ogni 5 secondi di video il 10% degli utenti abbandona la riproduzione.
  7. Su Android solamente il 5% degli utenti espande la descrizione contro il 2% di Apple (per questo devi essere convincente).

Ad ogni modo, quello di cui abbiamo discusso fino a questo momento, costituisce solamente il primo passo per mettere in pratica una buona strategia di App Store Optimization.

Ora viene il bello. Cioè quello che devi aggiungere se vuoi far in modo che il tuo ASO valga qualcosa.

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Il prima e dopo l’App Store Optimization

Ti è mai capitato di lanciare un’applicazione ed avere buoni risultati in un primo momento per poi registrare un netto calo? E lo stesso anche se hai eseguito correttamente tutte le tecniche di App Store Optimization?

Tranquillo, è un problema ricorrente!

Proprio per questo l’App Marketing cerca di fornire delle soluzioni al problema, ponendosi come obiettivo la costanza nei risultati.

Secondo alcune statistiche, è stato notato che un’applicazione riesce a mantenere dei risultati mediamente costanti durante la fascia di periodo che si estende fino ai 14 giorni successivi la sua pubblicazione. Dopo questo lasso di tempo, vi è una fase di flessione se non si adottano delle strategie di ottimizzazione e di User Retention.

Ma perché avviene ciò?

Spesso potrebbe avvenire per una mancanza di pianificazione.

Cioè ti sei preoccupati dei dettagli intrinsechi dell’App stessa quindi User Interface, User Experience ed App Store Optimization ma hai tralasciato i concetti di Market Analytics ed App Analytics (User Retention e User Fidelity etc).

Vediamo adesso alcuni consigli e alcune strategie che potrebbero aiutarti nel mantenere la tua app sempre sul pezzo.

Analisi di mercato

Possiamo parlare di analisi di mercato o fase di monitoraggio per identificare una prima fase di studio degli store e in particolare delle app concorrenti.

Già l’ho detto ma lo ripeto. Osservare ogni sfacettatura delle altre applicazioni potrebbe risultarti utile per identificare i loro punti di forza e debolezza.

Segnali in foglio o in un execel e crea una matrice, nelle righe metterai le app e nelle colonne i parametri da analizzare. Tra i parametri inserisci:

  1. User Interface
  2. User Experience
  3. Velocità d’apertura
  4. Consumo dati
  5. Peso dell’app
  6. Le possibili keywords che utilizza
  7. La posizione in classifica per la tua keywords principale
  8. Numero di recensioni
  9. Valore recensioni

Per ogni parametro dai un punteggio da 0 a 10 (quelli che puoi calcolare). Poi segna, in una tabella a parte, le cose che hanno colpito te e gli utenti (leggi le recensioni) positivamente e negativamente. 

Calcola il totale, prendi la prima in classifica e definisci la tua linea di attacco. Cioè immagina cosa potrebbe avere in più o in meno la tua app nei vari punti.

A questo punto ti renderai conto che la tua app dovrà avere mille cose per poter spodestare la prima. 

Come fare?

Prendi solamente la caratteristica chiave e rendila migliore delle altre.

Questo ti aiuterà a spingere il tuo prodotto velocemente e con altissimi risultati. Per farti capire al volo. Se dovessi lanciare un nuovo Facebook non punterei ad implementare tutte le sue funzionalità bensì solamente le principali ma fatte meglio (cioè profilo ed interazione tra amici).

Le altre features le implementerai man mano in base ai feedback che riceverai (aumentando così la User Retention).

In più, definire il tuo punto di forza ti aiuterà nelle fasi di sponsorizzazione e nell’attacco ai competitor. Esempio: “Hai il feed inondato da schifezze? Su NomeApp questo non accadrà mai bla bla bla”.

In pratica, studiare prima di sviluppare l’app è il primo modo per capire se il tuo progetto ha delle potenzialità nel lungo periodo.

Ovviamente questo non è un processo che deve avvenire solo in fase di pre-lancio ma è un continuo osservare che dovrai protrarre per tutto l’arco di vita della tua app.

Prima del lancio

Qualche tempo prima della data di pubblicazione della tua applicazione, procedi con la creazione di un canale di comunicazione. Può essere una pagina facebook, instagram, blog (sceglilo in base ai possibili utenti).

Puoi già cominciare a parlare del tuo progetto e a cercare persone interessate. Nessuno e dico nessuno, ti ruberà l’idea (smetti di pensarlo).

Se entrano in contatto con te prima ancora di aver scaricato l’app è probabile che siano veramente interessate al progetto.

Questi santi utenti puoi utilizzarli per testare il tuo prodotto in versione demo. I feedback che riceverai dovrai ascoltali tutti e tutti li dovrai prendere in considerazione come oro colato. 

L’errore che fanno gli sviluppatori e software house in generale è quello di innamorarsi talmente tanto del proprio prodotto da non trovarne lacune e debolezze.

I tuoi utenti Beta dovranno essere la tua guida. Saranno loro che utilizeranno l’app e se ci pensi sono loro le persone per cui hai creato la tua app. Quindi non c’è nessuno migliore di loro che potrà consigliarti su ciò che va bene oppure no.

Fidelizzare gli utenti

Una volta portati gli utenti dentro l’app, la cosa più difficile è creare un interesse e partecipazione duratura nel tempo.

Ti diranno che, in media, il 70% degli utenti abbandonerà l’app nelle prime 4/6 settimane. Questo è assolutamente fisiologico e non deve essere la tua fonte principale di preoccupazione.

Il tuo obiettivo dovrà essere quello di mantenere attivi quel 30% degli utenti. Perché? solamente questi saranno quelli interessati, disposti a spendere e ad interagire.

Come faccio a mantenerli sempre attivi?

Diversi approcci:

  1. In base alla tua app, potresti creare un gruppo in cui gli utenti potranno entrare in contatto.
    Esempio: La tua app è un ricettario di alcolici che le persone possono preparare a casa. Proponi ai tuoi utenti di entrare nel gruppo (facebook, telegram, WA) in cui troveranno le ricette e vari consigli…
  2. Utilizza le notifiche, locali o push che siano. In base agli stati dei tuoi utenti (se sono inattivi o attivi) manda diversi messaggi.
  3. In base al tipo di app, fatti lasciare le email per potergli mandare informazioni su quel canale.
  4. Infine, inutile sottolineare che la prerogativa dei punti sopra deve essere il rilascio costante di aggiornamenti.

La fase cosa più importante, quindi, è quella di creare community intorno al tuo progetto.

Ovviamente non a tutte le app si può applicare questa strategia, ma nella maggior parte ci sono larghi margini di movimento.

In più, c’è da dire che l’interazione non deve per forza essere solo tra utenti ed utenti ma può essere anche tra sviluppatore ed utenti.

Il modo più semplice è quello della richiesta di feedback e suggerimenti. Ascolta e rispondi sempre (sopratutto all’inizio) a tutte le richieste e recensioni.

Piccola chicca: premia gli utenti che si sono dimostrati attivi fornendogli l’accesso esclusivo a parti dell’app a pagamento o invitandoli personalmente a testare nuove funzionalità.

Advertising e Remarketing

Pian piano anche i migliori se ne andranno e dovrai portare nuovi utenti all’interno della tua app.

Facebook, Instagram, Musicaly, Youtube sono le piattaforme in cui gli utenti vivono. Gli Store sono i loro negozi.

Puoi attirare persone da entrambi i canali. Ricordati di differenziare il tipo di comunicazione in base al pubblico a cui fa riferimento il tuo progetto e soprattutto in base alla piattaforma.

Su Instagram oggi si trovano dai 17 ai 25, su Musicaly i più giovani e su Facebook ormai va per gli over 24. Youtube è un po’ un testo a parte come lo è Google che necessitano di analisi ad hoc.

Piccolo consiglio per quanto riguarda facebook/instagram:

Crea l’app della tua app (so che suona strano) all’interno di facebook. Installa l’SDK nel tuo progetto e attiva l’analytics. Quando fai partire una campagna sulle loro piattaforme potrai monitorare le installazioni che vengono dalle varie ADS.

In più potrai sfruttare il pubblico generato dall’app di FB per creare campagne di remarketing (aggiornare gli utenti di un update, riportare gli inattivi dentro l’app etc).

Conclusione

In conclusione, credo sia necessario dire che quello di cui abbiamo parlato in questo articolo costituisce soltanto la base di un percorso immenso che ti porterà a padroneggiare l’App Store Optimization e più in generale l’App Marketing.

L’App Store Optimization e l’App Marketing è un processo molto complesso e ricco di contenuti che richiede acquisizione di nozioni continue e sempre aggiornate.

Col tempo inizierai a far pratica su ogni singolo aspetto dell’App Store Optimization e sarà proprio in quel momento che dovrai utilizzare tutto ciò che hai imparato per far spiccare la tua applicazione in mezzo a tutte le altre presenti.

Sono certo che i risultati arriveranno. Abbi fede, fai test continui e non demoralizzarti.

Buon App Marketing!

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